Tagliatemi tutto, ma non le leggi alimentari.

Nel 1962 la Repubblica Italiana, nonostante fosse immersa tra fanfaniani, dorotei e beatlsmanie pressanti, decise di fare chiarezza su un punto ben preciso: la qualità degli alimenti. Il quattro giugno di quell’anno più che una legge fu forgiato un sistema, un sistema forte che fino ad oggi ha assicurato la totale igienicità del prodotto alimentare. A partire dai Nas, nucleo antisofistificazioni dell’arma dei carabinieri, che con la loro utile azione investigativa hanno ostacolato le frodi dei “furbetti”: quelli che vendono l’etica produttiva per quattro monete luccicanti ma senza sapore. Senza dimenticare però che dietro al movimento dei Nas c’è un apparato di laboratori di profilassi, veterinari e specialisti del settore in genere che dedicano le loro ore di lavoro per tutelare un consumatore che sempre più esige informazioni su ciò che sta addentando, fuori casa e non.
Oggi 24 gennaio, a causa di un malgoverno sintomatico oltre che tagliare i fondi all’istruzione, ai comuni e alle forze dell’ordine si è ben pensato di eliminare pure una legge, proprio la 283/62, stavolta però il “lavoretto” non è riuscito in maniera così pulita generando un caos normativo immane.
Del lancio di questo pesante pomo della discordia si è occupato il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, già passato alla storia come “il taglia-leggi”. Questa notizia infatti non è del tutto chiara e per offrirvi la massima qualità delle informazioni non posso far altro che appellarmi a coloro che in questo paese non subiscono le influenze dei colori politici: i magistrati, e precisamente alle parole del PM Guariniello:“Dallo scorso dicembre la 283/62 è stata di fatto eliminata, visto che non è stata inclusa nello speciale elenco delle norme da salvare. Per questo motivo, in tribunale non può più essere applicata. E gli imputati, in caso di processo, a meno che non vengano contestati anche altri reati, dovranno essere assolti“.
In sostanza sembra che i furbetti la faranno franca anche questa volta, niente galera per chi ha venduto panettoni con le blatte, latte di acqua e mozzarelle color puffo(proprio l’ultima frode che Guariniello stava analizzando).
Vi sembra questo un comportamento politicamente maturo? A me no, tanto per esemplificare le dimensioni del caos vi basti sapere che solo da pochi giorni i Nas hanno ripreso le loro regolari attività, un segno questo di come nel mondo alimentare italiano in primis debba esserci necessariamente una burocrazia, ma tale deve essere una burocrazia forte.
Credo che se il ministro in persona trovasse degli insetti cinesi nei suoi casoncei alla bergamasca sarebbe il primo ad indossare la cravatta verde e a scendere in piazza, le leggi non si tagliano semmai si migliorano è inutile dichiarare che i casi di frodi in Italia creavano solo una rumorosa bagarre di cui si poteva fare tranquillamente a meno.
Se quindi il campo di sfida deve essere la tutela della qualità alimentare sappia, caro ministro, che per ogni taglia-legge ci sarà sempre uno sceriffo del gusto.

G. Camedda

One Response to “Tagliatemi tutto, ma non le leggi alimentari.”

  1. Davide ha scritto:

    Fortuna che hanno appena appena fatto in tempo a fare i reg178/02, 852,853,854,884/04 e la 193/07!

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