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Questa è la lettera che inviai alla redazione di Oliovinopeperoncino quasi un anno fa. Leggetela per capire chi sono.
Ok. No dai, non si può cominciare una lettera di presentazione con una parola del genere, allora mi rifaccio al mio 79 di liceo classico per ciò che concerne l’inizio di un saggio. Un modo di dire è ciò di cui ho bisogno e visto che mi offro come critico gastronomico quello più calzante è:”Italia, pizza, spaghetti e mandolino”. Quindi Ok, la parola straniera, l’innovazione, e il modo di dire, la cultura che diventa tradizione. Ecco cos’è per me il mangiare e il criticare bene percorrere la tradizione per approdare all’innovazione. Questo concetto prende ancora più forza in Veneto, dove ora più che mai alle trattorie che cucinano i Cornioi o l’inflazionato Baccalà si oppongono gli odori acri dei fast food, luoghi in cui si capisce quanto puzza l’aria fritta.In questa confusione culinaria chi conosce i sapori di una volta non ha problemi a orientarsi, basta usare una bussola fatta di cabernet clinto e magari anche di recioto di Gambellara, il vero rischio è che questi gusti vengano totalmente dimenticati dai giovani, come me, infatti ho solamente diciannove anni. Sono nato il 20 Agosto 1989, proprio il giorno in cui è nato Robert Plant, il celeberrimo cantante dei Led Zeppelin. Questa informazione non la fornisco a caso dato che certi aspetti del suo carattere sembrano, in una sorta di coincidenze karmiche, combaciare col mio: io come lui ho un animo tendente alla poesia a tal punto da pubblicare all’età di 16 anni il libro “Notturni Viaggi” edito da Kimerik inoltre Plant è aperto verso qualsiasi genere musicale: dal blues alla musica nordafricana passando prima per quella indiana. Qui si ritorna al detto di prima e in particolare alla parola mandolino: l’armonia dei sapori, vorrei far capire ai ragazzi che le dosi, i metodi di cottura e le diverse etnicità di un piatto si devono muovere sul palato come le note di un pentagramma e come per la stesura di quest’ultime, è richiesta esperienza e ricerca. Sento l’esigenza di conferire una carica artistica anche al cibo che i vicentini consumano perché è uno dei fattori che fa accrescere e meritare ancora di più il titolo di patrimonio dell’umanità oppure di divina e città diletta come scrive D’Annunzio.Riportando la mia mente alla praticità intendo ricordare che per circa metà della settimana mi trovo impegnato a frequentare i corsi della facoltà di scienze gastronomiche di Parma, ma comunque affronterei con impegno e determinazione il possibile ma agognato lavoro che cerco con voi. Lavoro, ho di nuovo sbagliato termine, già, perché il lavoro prevede una retribuzione, io non la chiedo poiché quello che scriverei in un piccolo spazio cartaceo(non così importante da chiamarsi rubrica) è svolto da me per passione e non per semplice e meccanico lavoro.
Sperando in una possibile vostra risposta vi offro i miei più calorosi saluti.
G. Camedda
